Forse il problema non è più sapere cosa mangiare.
Se hai già seguito diete, nutrizionisti, programmi o farmaci, probabilmente sai già molte cose su alimentazione e peso.
Il punto può essere capire cosa continua oggi a mantenere il problema: pensieri, emozioni, restrizioni, automatismi, food noise, rapporto con il corpo.
Se il problema è specifico, anche la competenza deve esserlo.
Vorresti finalmente…
➔ Smettere di perdere il controllo con il cibo?
➔ Pensare meno a peso, bilancia e specchio?
➔ Avere strumenti concreti per gestire fame, emozioni e automatismi?
Se ti riconosci, sei nell’area di cui mi occupo da oltre vent’anni.
Il mio lavoro non parte dall’ennesima regola da seguire, ma da ciò che oggi continua a mantenere il problema.
Chi è Emanuel Mian
Emanuel Mian è uno psicologo e psicoterapeuta specializzato in psicoterapia cognitivo-comportamentale, con un Dottorato di Ricerca (PhD) in Neuroscienze e Scienze Cognitive.
È uno dei massimi esperti italiani nella diagnosi e trattamento dei disturbi del comportamento alimentare e dell’immagine corporea, con oltre 20 anni di esperienza clinica e scientifica e più di 5000 pazienti trattati.
Scopri se posso aiutarti
Cosa cambia quando smetti di lavorare solo sul sintomo?
Non cerchiamo soltanto di controllare ciò che fai con il cibo. Lavoriamo su ciò che oggi mantiene il problema, con strumenti concreti e un percorso costruito per diventare progressivamente autonomo.
Partiamo dal
presente
Ricostruiamo cosa succede oggi: situazioni, pensieri, emozioni e automatismi che mantengono il problema.
Strumenti da
usare subito
Già dal primo incontro puoi ricevere materiali, esercizi o indicazioni operative da portare nella vita quotidiana
Un percorso
con una direzione
Obiettivi chiari, verifiche periodiche e una durata che dipende dal caso, non una terapia lasciata aperta senza motivo
Il lavoro continua tra una seduta e l’altra
Monitoraggi, esercizi, audio o video aiutano a trasformare ciò che emerge in seduta in cambiamenti nella vita quotidiana.
Verifichiamo cosa sta cambiando
A intervalli concordati facciamo il punto: cosa funziona, cosa resta da affrontare e se serve modificare il percorso.
L’obiettivo è renderti autonoma
Il percorso non deve durare per sempre. Gli strumenti acquisiti servono perché il cambiamento possa continuare anche dopo la fine della terapia
Perché continui a tornare allo stesso punto, anche se sai già cosa dovresti fare?
Quello che mantiene il problema
➔ restringere dopo aver mangiato troppo;
➔ ricominciare ogni lunedì;
➔ controllare continuamente cibo e peso;
➔ affidarsi soltanto alla forza di volontà.
Quello su cui lavoriamo
➔ capire la sequenza che porta alla perdita di controllo;
➔ intervenire sui meccanismi presenti;
➔ usare strumenti tra una seduta e l'altra;
➔ verificare concretamente cosa sta cambiando.
3 cose che sembrano giuste
ma che possono mantenere il problema
“Dopo un'abbuffata devo mangiare meno.”
Saltare o restringere il pasto successivo può alimentare il ciclo.
Meglio tornare a mangiare con regolarità e capire cosa ha innescato l’episodio.
“Se avessi più forza di volontà riuscirei a controllarmi.”
Il problema non è avere più controllo, ma capire quando e perché lo perdi.
La forza di volontà da sola non modifica i meccanismi che mantengono il comportamento.
“Quando starò meglio non avrò più fame.”
La fame non è il nemico: è un segnale del corpo.
Il lavoro non è eliminarla, ma imparare a riconoscerla e gestirla senza paura.
Immagina cosa potrebbe cambiare quando il cibo smette di comandare le tue giornate.
- Il cibo occupa meno spazio nella tua testa e non devi passare la giornata a controllarti.
-
Riconosci meglio fame, emozioni e automatismi prima che diventino una perdita di controllo.
-
Un episodio difficile non diventa più “ormai ho rovinato tutto” e non senti il bisogno di compensare.
-
Bilancia e specchio influenzano meno il modo in cui ti senti con te stesso.
-
Hai strumenti che sai usare anche da solo, senza dover dipendere per sempre da una terapia.
Quanto cambierebbe la tua giornata se cibo, peso e corpo occupassero finalmente meno spazio?
Come si capisce che
sta funzionando...
“L’obiettivo non è solo stare meglio.
È sapere cosa fare quando il problema torna.”
- Riconoscere prima i meccanismi che ti portano a perdere il controllo.
- Avere strumenti concreti da usare anche fuori dalla seduta.
- Smettere di affidarti soltanto a controllo e forza di volontà.
- Diventare progressivamente più autonomo, anche quando il percorso sarà terminato.
Come funziona, concretamente
Non inizi acquistando un pacchetto di sedute.
Inizi con una valutazione specialistica e, se ha senso proseguire, costruiamo un percorso con una direzione, strumenti concreti e momenti di verifica.
1. Assessment iniziale
Poche domande per capire il problema, da quanto dura e se rientra nelle aree di cui mi occupo.
Non è un test diagnostico.
2. Prima valutazione
Ci incontriamo online o in uno dei miei studi a Monza/Bergamo/Trieste/Udine e ricostruiamo soprattutto cosa sta mantenendo oggi il problema.
3. Piano di lavoro
Se penso di poterti aiutare, definiamo insieme obiettivi, priorità e una prima fase del percorso.
4. Percorso focalizzato
Non sedute indefinite: lavoriamo per obiettivi e verifichiamo periodicamente se ciò che stiamo facendo sta funzionando.
5 Strumenti già dal primo incontro
Non esci soltanto con “qualcosa su cui riflettere”: ricevi materiali, indicazioni o esercizi da utilizzare subito.
6. Lavoro tra una seduta e l’altra
Monitoraggi, esercizi, video o audio possono aiutarti a portare il lavoro terapeutico nella vita quotidiana.
7. Verifica dei cambiamenti
A intervalli concordati guardiamo cosa è cambiato, cosa resta da affrontare e se serve modificare il lavoro.
8. Imparare a fare da soli
L’obiettivo non è dipendere dalla terapia. Molti cambiamenti continuano anche dopo la fine del percorso, usando gli strumenti acquisiti.
* ANCHE TRA UNA SEDUTA E L’ALTRA*
Il lavoro non finisce quando termina la seduta
Strumenti da usare tra le sedute
Materiali, esercizi e indicazioni operative scelti in base a ciò su cui stiamo lavorando, per portare la terapia nella vita quotidiana.
Video e audio risorse selezionate
Video, audio e contenuti specifici vengono scelti in base a ciò su cui stiamo lavorando. Non una libreria standard: solo le risorse utili in quel momento.
Il primo passo: una valutazione specialistica
Durante la prima valutazione:
- Ricostruiamo cosa sta succedendo oggi e cosa mantiene il problema.
- Definiamo gli obiettivi su cui avrebbe senso lavorare.
- Individuiamo i meccanismi principali: fame nervosa, restrizione, food noise, emozioni, immagine corporea.
- Ricevi già indicazioni o materiale operativo da utilizzare dopo l'incontro.
- Valutiamo se sono il professionista adatto al tuo caso.
- Se ha senso proseguire, ti propongo una prima fase del percorso, con modalità e obiettivi chiari.
E dopo la prima valutazione?
Dipende da due cose, e nessuna delle due si può decidere prima.
La prima è se posso prenderti in carico io. Se il tuo caso non rientra nelle aree di cui mi occupo, te lo dico e ti indirizzo.
La seconda è come ha senso lavorare. C'è chi ha bisogno di incontri singoli, decisi di volta in volta. C'è chi ha bisogno di un percorso con obiettivi definiti e momenti di verifica. Sono due modi diversi, con costi diversi, e li vediamo insieme alla fine della valutazione — quando so di cosa stiamo parlando.
Quello che non troverai è l'acquisto anticipato di blocchi di sedute.
Hai ancora qualche domanda?
Prima di iniziare è normale voler capire come funziona concretamente il percorso.