Il  70% dei FALLIMENTI nel rimanere a DIETA e dei problemi di peso è legato alla

FAME NERVOSA!

Abbuffarsi, perdere il controllo con il cibo sia in qualità che quantità portano ad aumentare le possibilità che qualsiasi dieta tu faccia, non funzionerà. 

VINCERE LA FAME NERVOSA in 23 giorni è il primo e unico percorso che ti fornisce le informazioni su base scientifica e gli strumenti pratici per VINCERE e migliorare il rapporto con la tua alimentazione e te stessa!

Creato dal massimo esperto in Italia con all'attivo 20 anni di esperienza clinica e oltre 5000 pazienti trattati con successo.

 

 

Ti "mangi" le emozioni?

Non riesci a reggere una dieta per molto tempo?
Ti sembra sempre che ci siano troppi sacrifici da fare?
Il peso perduto, lo mantieni per poco tempo e non sai perchè?
Hai perso fiducia in te e nelle tue possibilità?

Se hai risposto SI, ti dico subito che NON E’ COLPA TUA!
Semplicemente stai ripetendo alcune azioni e atteggiamenti mentali che non ti permettono di migliorare.
Hai la possibilità, con questo videocorso di cambiare finalmente le cose e se finalmente, vuoi davvero farcela, sei nel posto giusto.

Per la prima volta, il dott. Emanuel Mian, autore del bestseller MindFoodNess su iTunes e Amazon ti guiderà nel tuo personale percorso di cambiamento.

Niente sarà più lo stesso dopo questo videocorso!
Il tuo rapporto con il cibo e le emozioni cambierà radicalmente e potrai finalmente nutrirti con consapevolezza, perdendo peso e mantenendo i risultati raggiunti.

Il VIDEOCORSO FAME NERVOSA costa meno di tenere il tuo problema e meno di una seduta con uno psicologo qualunque...sinceramente, sei proprio sicura di lasciarti sfuggire questa opportunità ?

 

PARLANDO DI MINDFOODNESS

23 giorni per

"Vincere la FAME NERVOSA"

La fame nervosa chiamata anche “emotional eating” eÌ€ la causa principale dei problemi di peso per una donna su tre..ripeto 1 SU 3!

Questo percorso in quattro moduli che viene sempre aggiornato da filmati e materiale ulteriore nel tempo, è uno degli strumenti più utili da portare sempre con TE! Creato e curato da uno dei massimi esperti del settore: il dott. Emanuel Mian.

COSA OTTERRAI

  • Oltre 25 VIDEO pratici che potrai vedere per sempre e ovunque tu voglia (PC/Telefono/Tablet)
  • OLTRE 3 ore di video 
  • Moduli tematici (due ulteriori moduli bonus al termine con consigli nutrizionali della dr.ssa Emanuela Russo di Emotifood)
  • 3 AUDIOLIBRI (oltre 2 ore ulteriori di audiolezioni)
  • Nibbling, Grazing, Grignotage e Picking vengono trattati in questo videocorso, l'unico nel suo genere!

 

DESCRIZIONE del CORSO

Non riesci a reggere una dieta per molto tempo?
Ti sembra sempre che ci siano troppi sacrifici da fare?
Il peso perduto, lo mantieni per poco tempo e non sai perchè?
Hai perso fiducia in te e nelle tue possibilità?

Se hai risposto SI, ti dico subito che NON E’ COLPA TUA!
Semplicemente stai ripetendo alcune azioni e atteggiamenti mentali che non ti permettono di migliorare.
Hai la possibilità, con questo videocorso di cambiare finalmente le cose e se finalmente, vuoi davvero farcela, sei nel posto giusto.

Per la prima volta, il dott. Emanuel Mian, autore del bestseller MindFoodNess su iTunes e Amazon ti guiderà personalmente nel tuo personale percorso di cambiamento.

Niente sarà più lo stesso dopo questo videocorso!
Il tuo rapporto con il cibo e le emozioni cambierà radicalmente e potrai finalmente nutrirti con consapevolezza, perdendo peso e mantenendo i risultati raggiunti.

 

 

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Marika N.

Bello, utile e facile da seguire ovunque! Avevo già letto il libro ma questo è "power"! 😆

 

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Ivana P.

Ottimo corso, grazie Dottor Mian! Seguire i moduli è un po' come averla sempre a disposizione e il linguaggio è chiaro come piace a me!

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Simona P.

“il dott. Mian è una persona capace di arrivare al cuore con le sue intuizioni e metafore sul cibo e le emozioni! 

A volte diciamo che ci piacerebbe avere un rapporto migliore con il cibo e con noi stessi, questo corso ci mostra un modo molto semplice ed efficace per ottenere tutto questo!”

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Sara V.

Un corso che ti fa sentire in "controllo sano" sul cibo e le emozioni.

Con un metodo facilmente applicabile ti guida alla scoperta della direzione che vuoi dare a molte cose, non solo con il cibo! Mi ha aiuta a capire ciò che mi aveva bloccato sinora.

Più di 25 video per oltre 4 ore di corso!

Il corso sarà fruibile da qualsiasi computer o smartphone e avrai accesso illimitato ai contenuti. Il corso è registrato e potrai visualizzarlo a qualsiasi ora.

Nel corso imparerai il metodo MindFoodNess tratto dal mio bestseller (numero 1 nella categoria DISTURBI ALIMENTARI su Amazon per oltre 3 mesi) per ritrovare benessere fisico e mentale, superare difficoltà emotive legate al rapporto col cibo e migliorare il proprio stato emotivo e fisico.

ACQUISTA ORA!
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PRIMA SETTIMANA

  • Perchè non riesci a perdere e mantenere il peso
  • Le trappole della mente che ti impediscono di ottenere risultati
  • Perchè sinora ti sei fatta un sabotaggio e come smettere di farlo
  • Il timore di Fallire: come programmarti ad andare verso i tuoi obiettivi

 

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SECONDA SETTIMANA

  • La fame nervosa, come e perchè le emozioni condizionano la tua alimentazione.
  • I comportamenti alimentari disfunzionali come NIBBLING, PICKING, GRAZING e GRIGNOTAGE. Cosa fare, come farlo e quando agire.
  • Imparare ad assaporare gli alimenti

 

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TERZA SETTIMANA

  • I segnali di fame fisiologica e quella emotiva: tecniche per riconoscerli in tempo
  • Rabbia e Tristezza, come le puoi fare diventare tue alleate
  • Ansia e Noia : riconoscerle e gestirle in tempo per evitare
  • Gestire il senso di vuoto

 

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ULTIMA SETTIMANA

  • Respirare, meditare e riconoscere i segnali del corpo
    Gestire la velocità e la voracità
  • Fare pace con la bilancia e con il cibo: gestire l’alimentazione consapevole

Dr. Emanuel Mian, Phd

Fra i maggiori esperti in Italia sui Disturbi dell'Alimentazione e della Nutrizione.

Psicologo – Psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo-comportamentale.
PhD in “NeuroScienze e Scienze Cognitive”, abilitato all’uso dell’ EMDR e perfezionato in “Diagnosi e Terapia” dei Disturbi del Comportamento Alimentare.
Responsabile e coordinatore di diverse Unità per i Disturbi Alimentari in Friuli Venezia Giulia e Lombardia, coordinatore del gruppo di ricerca Body Image.
Docente presso il Master in “Dietetica e Nutrizione Clinica”- Università di Pavia.
Consigliere Onorario presso la Corte d’Appello della sezione minorile del Tribunale di Trieste dal 2008.

Più di 5000 pazienti seguiti con successo e autore del bestseller MindFoodNess (Mind edizioni)

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(intervista al dott. Mian apparsa su Vanity Fair il 13 luglio 2018)

Quando avete fame tendete a diventare intrattabili, arrabbiarvi per un nonnulla, detestare tutto e tutti? Oggi la scienza conferma: gli sbalzi d’umore dati dalla fame sono del tutto fisiologici. E infatti il termine hangry – che unisce l’aggettivo inglese hungry (affamato) e angry (arrabbiato) – è entrato ufficialmente nell’Oxford English Dictionary a gennaio. Inoltre gli psicologi dell’Università del North Carolina hanno confermato che quando si è affamati è facile provare sentimenti di irritabilità, nervosismo, impazienza, addirittura collera. Insomma, a vedere tutto nero e a comportarsi in maniera antipatica.

Fare dei dovuti distinguo
Il problema è che non siamo molto bravi – a quanto pare – a discernere emozioni negative e senso di fame, così spesso ci facciamo travolgere da rabbia e stress senza capire che abbiamo un semplice calo glicemico e avremmo bisogno di sgranocchiare qualcosa per placarci, invece di sbraitare e renderci insopportabili agli occhi di tutti. Anche Britney Spears ha recentemente ammesso di essere una vittima dell’hangry mood: “quando ho fame è meglio che mi sta vicino non mi parli. Divento talmente stronza che non mi riconosco più”, ha dichiarato candidamente la popstar.

Hangry Management, ovvero come gestire l’irritabilità da fame
«In realtà l’appetito è psicologico, ovvero ha a che vedere con una spinta dettata dalle esperienze che già abbiamo avuto con il cibo, mentre è la fame ad essere fisiologica, perché risponde a un bisogno del nostro corpo», precisa lo psicologo Emanuel Mian, specializzato in diagnosi e terapia dei disturbi del comportamento alimentare e autore del libro “Mindfoodness“ e del metodo "23 giorni per Vincere la Fame Nervosa". «Il fatto è che la correlazione fra fame, appetito ed emozioni è molto forte, anche se ci alimentiamo in maniera meccanica, cioè inserendo una sorta di pilota automatico. Mentre leggete questo articolo, mi basta nominare le parole gelato, pizza o cioccolato per avere in un attimo acceso a varie parti del vostro cervello e probabilmente sollecitare anche una parte del vostro stomaco. Ovviamente sto semplificando parecchio, ma il concetto è che basta pensare a un alimento per provare un’emozione tangibile».

Fame Nervosa?

Ti spiego cos'è!

La fame nervosa (emotional eating) è la causa principale dei problemi di peso per una donna su tre e, complessivamente, per il 33% delle donne e il 19% degli uomini.

 La fame – intesa come necessità di nutrirsi  – è un’esigenza fisiologica. È un po’ come la spia dell’automobile che ci dice che non c’è più benzina e quindi dobbiamo fare rifornimento, per evitare di fermarci.

L’appetito, viceversa, ha a che fare con la sfera psicologica e con le emozioni che in ogni caso stimolano a loro volta reazioni fisiologiche involontarie, per favorire – in qualche modo – l’assunzione degli alimenti (per esempio, attraverso la salivazione e le contrazioni dello stomaco).

È il desiderio di cibo che ci spinge verso alimenti che ci danno più piacere, soddisfazione e senso di benessere ed è sempre il desiderio di cibo che ci permette di associare all’atto del mangiare sensazioni positive come piacevolezza, convivialità, gratificazione, condivisione. Per questo si parla di alimentazione emozionale.

I comportamenti collegati all’alimentazione emozionale sono molteplici e non sempre suscitano emozioni positive: possono variare dall’alimentazione incontrollata alla sindrome da alimentazione notturna, fino all’abitudine di sgranocchiare in continuazione, di “piluccare” nervosamente qualcosa nelle ore lontane dai pasti principali, abitudine che può assumere nomi diversi in base a diversi comportamenti (grignotage, snacking, grazing etc).

Fame Nervosa Emanuel Mian

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  • Oltre 35 filmati
  • 23 giorni di corso e BONUS
  • Costa meno di una seduta con un professionista qualunque
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Sono talmente sicuro del valore del materiale che troverai che ti propongo la speciale garanzia metodo MINDFOODNESS® :

Se dopo 15 giorni di percorso, avendo seguito tutti i contenuti e gli esercizi e avendo applicato le conoscenze apprese, non hai ottenuto nemmeno un beneficio nelle varie aree della tua vita...

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I due aspetti della Fame Nervosa

La fame nervosa è caratterizzata da due elementi principali.

Il primo elemento è la continuità, che differenzia la fame nervosa dalla fame fisiologica. Quest’ultima, infatti, si esaurisce nel momento in cui raggiungiamo un adeguato livello di sazietà, la fame emozionale – invece – non si placa neanche riempiendosi lo stomaco fino ad abbuffarsi. La fame nervosa si ripresenta in modo indipendente dai pasti consumati e si associa a stati d’animo ed emozioni scomode, quali – solo per citarne qualcun’una – l’ansia, la tristezza, larabbia, il nervosismo, la noia.

Queste emozioni scatenano un bisogno impellente e irrefrenabile di cibo che determina una perdita di controllo che può portare a un’abbuffata ma anche al cosiddetto grignotage, cioè alla tendenza a sgranocchiare e a “piluccare” in continuazione.

L’oggetto del desiderio è rappresentato dai classici cibi “proibiti” in un regime dimagrante, soprattutto dolci e snack salati.

 Il secondo elemento è la velocità.  La fame nervosa ha una dinamica impellente,  fulminea, vorace. Chi soffre di attacchi di fame ingerisce il cibo a grandi bocconi, senza masticarlo  e spesso, senza neppure assaporarlo. Fateci caso quando mangiate: vi sembra di avere inserito il “pilota automatico”? Il risultato che si innesca è una sgradevole sensazione di pienezza gastrica che ci spinge, per esempio, ad allentare la cintura o addirittura a slacciare il bottone dei pantaloni.

 

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Quali sono i cibi che provocano dipendenza?

Esistono molte review che documentano come siano purtroppo i cibi ipercalorici a creare dipendenza: la pizza, il cioccolato, le patatine, biscotti, il gelato sono tutti cibi ipercalorici e spesso scompensati su alcuni macronutrienti (grassi e carboidrati) che creano dipendenza mentre cetrioli e fagioli senza salsa, carote, mele non creano dipendenza, solo per citarne alcuni. Oltre a questo nelle persone affette da obesità c’è un problema di riconoscimento e gestione dell’appetito e della fame. Nel senso, la fame è fisiologica, l’appetito è psicologico. Facciamo un esempio: io sono naturalmente ghiotto di dolci, se mi mettete davanti il mio dolce preferito, mi piacerà a tutte le ore. L’appetito dipende da diversi fattori psicologici. Facendo degli studi con un oculometro(“eye tracker”), uno strumento utilizzato per valutare quanto il nostro sguardo si fissa sugli oggetti e gli alimenti e soprattutto dove, è stato osservato che guardiamo in modo molto più intenso i cibi ipercalorici e li guardiamo “per primi”. Perché? Perché la parte cerebrale coinvolta è quella più antica, più legata ai nostri bisogni ancestrali primitivi come la nutrizione e quindi all’istinto di sopravvivenza e alla paura della mancanza di cibo.
Se ci pensate anche i classici “comfort food”, i cibi “rifugio” che ognuno di noi ha, sono quasi sempre cibi ipercalorici e questo certamente peggiora ulteriormente il quadro. Parlavo prima di reward, di ricompensa, noi cerchiamo spesso i comfort food – soprattutto se siamo affetti da obesità – come se fossimo drogati, nel senso che si attivano le stesse aree, gli stessi circuiti cerebrali, fino a diventarne schiavi.

FAME NERVOSA

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Gli stati emotivi "difficili"

Gli attacchi di fame esprimono la fatica di gestire stati d’animo difficili

Un attacco di fame improvviso può capitare a tutti, soprattutto in momenti di particolare stress, tensione o in periodi delicati o difficili o di cambiamenti radicali della propria vita (un lutto, un trasloco, un cambio di città o di lavoro, difficoltà a relazionarsi con una persona, la fine di un amore, etc).

L’alimentazione emozionale che è alla base degli attacchi di fame nasce dalla fatica di gestire stati d’animo ed emozioni difficili da gestire , in genere passeggeri. Il permanere nel tempo di questi comportamenti può avere ripercussioni sulla salute anche perché in questi momenti tendiamo a scegliere alimenti più ricchi di grassi e di zuccheri che ci offrono maggiore conforto (comfort foods). La mancanza di attività fisica, la cattiva qualità degli alimenti, il caos nutrizionale di pasti e continui spuntini, l’alternanza di abbuffate a periodi di digiuno a lungo andare “pesano” e non solo sulla bilancia.  Possono subentrare cattiva digestione, insonnia,  etc fino ad arrivare a disordini alimentari veri e propri; a risentirne sono anche l’autostima, il valore che si dà alla propria persona, l’efficienza sul lavoro, la vita di relazione e la vita di coppia, etc. Volendo fare un esempio, la fame nervosa è uno degli elementi caratteristici del binge eating disorder, noto anche come sindrome da alimentazione incontrollata.

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Tutti abbiamo sensazioni negative o stati d’ansia, come mai reagiamo con le abbuffate?

(risponde il dott. Mian)

E’ vero, ma normalmente lo stato di ansia si abbassa una volta passato il fattore scatenante; nei soggetti che hanno fame nervosa, lo stato di allerta rimane sempre attivo, si verificano dei picchi molto più alti e persistenti rispetto ai soggetti che non soffrono di attacchi di fame nervosa.

Nelle donne, inoltre, c’è un altro problema ovvero il Disturbo Disforico Premestruale: alcune donne durante la settimana precedente il ciclo mestruale hanno degli sbalzi di umore molto forti con un irrefrenabile desiderio di dolci. In più, dobbiamo renderci conto che la persona affetta da obesità viene anche stigmatizzata per un motivo molto semplice: “mancanza di volontà”, “dovresti fare di più”, “dovresti fermarti”, “sei pigro” ma d’altra parte la disponibilità del cibo è qualcosa che non si nega a nessuno e che è sempre disponibile; in qualsiasi momento possiamo aprire il frigo e nessuno ci arresterà per questo (come avverrebbe per una droga “classica”), quindi in realtà è un problema molto più difficile e sottile da comprendere e da gestire. Food addiction è un termine molto azzeccato per descrivere la situazione; è stato tradotto da addictus, persona ridotta in schiavitù per ottemperare ad un debito. In definitiva, anche le persone affette da obesità sono schiave del cibo.