MindFoodNess News Speciale Natale 2025 🎄

Ciao da Emanuel… da oggi questa newsletter nasce ufficialmente dalla collaborazione tra il team MindFoodNess e il team Emotifood.
Da questo momento in poi riceverai come sempre la tua newsletter, ma sarà ancora più completa, più pratica, più “a prova di realtà”...ma con qualcosa in più! Perché il cibo non è solo nutrizione e le emozioni non sono solo psicologia e voglio darti la somma delle due cose, dentro una vita vera.
E oggi parliamo di quella vita vera che arriva puntuale ogni anno: le feste di Natale. Magiche, sì. Ma per chi lotta con fame nervosa, senso di colpa, abbuffate “per educazione”, possono diventare un piccolo campo minato travestito da “tanto è solo una settimana”.

Qui sono insieme proprio ad Emanuela e sembriamo dirti la frase che vorremmo stampare su ogni pandoro/panettone e torrone:
Il Natale (da solo) non fa ingrassare ma è vero che si aumenta di peso durante le Feste...
A farlo sono tre cose:
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il “tanto ormai”,
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gli avanzi che continuano a parlare anche quando non hai fame,
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il buffet che ti manda in tilt.
Questa newsletter nasce dalla puntata speciale di Casa Emotifood (registrata tra caminetto acceso e neve vera, quindi sì: eravamo anche “infreddoliti”).⤵️
🎥 Guarda il video cliccando sulla foto ⤴️
🔥 Il problema non è il pranzo di Natale.
Il problema è quello che succede nei 7 giorni dopo.
C’è un meccanismo che vediamo ogni anno in studio:
non è il “pasto grande” a fare danni, è la sequenza di micro-concessioni che diventano routine.
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“Vabbè, è rimasto lì…”
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“Ma dai, solo un pezzettino…”
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“Ormai oggi è andata…”
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“Riparto il 7 gennaio…”
Ecco: il tuo corpo non ingrassa per un piatto in più. Ingrassa per sette giorni di “ormai”.
Non è moralismo. È apprendimento: il cervello ama le scorciatoie e i rituali ripetuti. E durante le feste, la routine salta: più casa, meno movimento spontaneo, più stimoli alimentari, più stress sociale.

🍽️ Buffet: non vince chi prende meno.
Vince chi sceglie meglio.
La regola è semplice e clinica:
Primo giro: osservazione.
Secondo giro: scelta.
Perché se vai “a caso”, spesso non stai mangiando per piacere.
Stai mangiando per ansia, per dovere, per automatismo.
E adesso la frase che ti farà bene (anche se ti dà fastidio):
Il buffet non è una competizione. È un catalogo.
Non devi provarlo tutto. Devi provare ciò che vale.
Mini-regola salva-feste
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scegli 3 cose che vuoi davvero (davvero)
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mettile in un unico piatto (porzioni piccole ma dichiarate)
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e poi: seduto, non in piedi, non “mentre parlo con lo zio”, non “mentre sparecchio”.
Perché se mangi in piedi e in multitasking, spesso ti accorgi di cosa hai mangiato… solo quando sei a casa (e lì scatta il bis “strano”, quello senza fame).
🥖 Avanzi: se li vedi, ti parlano.
E non parlano di fame.
Il vero nemico del post-feste non è il pranzo: sono gli avanzi “in vista”.
Perché diventano un promemoria emotivo continuo, quindi fai una cosa che sembra banale, ma è potentissima: Spacchetta. Porziona. Congela. Regala. Nascondi.
Emanuela la dice bene: lontano dagli occhi, lontano dal cuore...E noi aggiungiamo: se li lasci in vista, lasci in vista anche la fame emotiva.
Qui c’è un punto importante (e molto “MindFoodNess”): non sei un bidone dell’umido. Mangiare “per non sprecare” è un modo elegante per sprecare te stesso. Se vuoi, nella puntata trovi anche la parte sugli “avanzi strategici” (come non buttare nulla, ma togliere il trigger visivo).
📌 se ancora non l'hai vista, beh ascoltala qui su SPOTIFY
🌬️ Il primo passo non è controllare il cibo.
È controllare il respiro.

Sembra poetico. In realtà è fisiologia. Quando ti trovi davanti ai “cibi proibiti”, spesso non te ne accorgi… ma cambia il respiro.
Diventa corto, veloce, trattenuto. E il cervello interpreta: pericolo / allarme / devo gestire qualcosa.
E quando il cervello è in allarme, il cibo diventa:
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anestetico,
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premio,
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via di fuga,
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oppure “atto di ribellione”.
Quindi prova questo micro-esercizio da 20 secondi, prima di iniziare a mangiare o quando senti che stai andando in automatico:
Stop.
Tre respiri lenti.
Inspirazione lunga, espirazione più lunga.
E poi chiediti: “Sto per mangiare per fame… o per non sentire?”
Non per giudicarti. Per orientarti.
🚶♀️ Muoversi senza compensare:
camminare non è una penitenza.
Questa è una battaglia culturale che vogliamo vincere una volta per tutte:la camminata non serve a “smaltire”. Serve a spezzare il ciclo della fame nervosa.
Dieci minuti dopo i pasti, fatti con calma, valgono più di un’ora di palestra fatta con il senso di colpa. E se cammini pensando “così brucio”… stai già perdendo.
Perché stai usando il movimento come punizione, non come regolatore del sistema nervoso.
Regola d’oro delle feste: scegli UNA sola abitudine buona e falla durante le feste (non “dal 7 gennaio”). Una. Fatta bene. Ripetuta. È così che nasce la continuità.

🎁 Una cosa (scomoda) sui parenti
e le emozioni
Se in questi giorni ti ritrovi a pranzare con persone con cui hai storia, tensioni, non detti… non è che “sei fragile”. È che sei umano.
Il cervello sociale non dimentica: davanti a certi volti si riattivano memorie emotive implicite, spesso automatiche, che non passano dal pensiero razionale ma dal corpo. Aumenta l’attivazione, il respiro si accorcia, il sistema nervoso entra in modalità di allerta.
In questi momenti il cibo diventa facilmente un regolatore emotivo: non perché manchi forza di volontà, ma perché il sistema limbico cerca una via rapida per abbassare la tensione. È lo stesso meccanismo per cui, sotto stress relazionale, aumentano impulsività, fame nervosa e “pilucchiamenti” apparentemente inspiegabili.
Il punto non è evitare l’emozione, perché non si può, ma accorgersene prima che venga anestetizzata col cibo. Fare una pausa, respirare, appoggiarsi allo schienale della sedia, rallentare il boccone: sono micro-azioni che aiutano il cervello a tornare dalla reazione alla scelta.
Ricorda: non è l’emozione il problema, ma l’unica strategia che hai imparato finora per gestirla. E le strategie, per fortuna, si possono aggiornare.
Solo che spesso succede questo:
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emozione difficile
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tensione
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aumento automatismi
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cibo come regolatore immediato
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colpa
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“tanto ormai”
Quindi sì: se puoi, lascia fuori dalla porta i rancori. Non perché “devi essere buono”. Ma perché se accendi la guerra a tavola, poi ti ritrovi a mangiare senza ricordarti nemmeno il sapore.
Da tenere come promemoria
Portati via questi 3 “puntini”
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Il tuo corpo non ingrassa per un piatto in più. Ingrassa per 7 giorni di “ormai”.
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Se nascondi gli avanzi, nascondi anche le tentazioni.
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Camminare non è una penitenza: è responsabilità e consapevolezza.
E soprattutto: Il Natale non si gestisce con le rinunce, ma con le scelte.
Il cibo non è il problema. Il problema è mangiare per non sentire. Se ti ascolti, ti regoli. Se ti giudichi, ti perdi.
Le feste non sono una pausa dalla vita: sono vita.
E una vita equilibrata include anche il piacere del cibo, la convivialità, le tradizioni, i sapori “che si mangiano solo adesso”.
Quindi no: non attraversare il Natale come se dovessi sopravvivere a un nemico. Attraversalo come un periodo che puoi abitare con più presenza e meno guerra. Non tornare a gennaio con sensi di colpa alimentari.Torna con ricordi veri: una chiacchiera buona, un piatto che ti è piaciuto davvero, un momento in cui ti sei sentito “dentro” invece che in controllo.
Come diciamo spesso: “Il benessere non va in vacanza. Si adatta al contesto.” E a Natale si adatta così:
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non con rinunce eroiche,
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ma con scelte ripetute,
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e con una frase che ti salva la settimana: “non è il piatto in più, è il ‘tanto ormai’.”
E se proprio devi pesarti dopo le feste (anche se ti sconsigliamo di farlo subito): ricorda che 1–2 kg in più spesso sono ritenzione, glicogeno e scorte temporanee, non “grasso di panettone”. Il corpo si riassesta quando torna la routine.
L’importante è aver vissuto il Natale… non fare i "sopravvissuti".
Cari amici di MindFoodNess,
siamo arrivati alla fine di questo piccolo viaggio natalizio insieme.
Non si tratta di mangiare “perfetto” o di rispettare regole rigide.
Si tratta di recuperare il piacere autentico del cibo, ascoltare il corpo senza giudizio e vivere ogni momento, dal pranzo della nonna al buffet “dove ti propinano cose”, con più presenza e serenità.
🧠 Dal Dott. Emanuel Mian
“La vera libertà non nasce quando controlli tutto, ma quando smetti di essere in guerra con quello che senti. Ogni volta che fai una pausa prima di mangiare “in automatico”, ogni volta che respiri invece di reagire, stai interrompendo il circuito della fame nervosa. Non è disciplina: è intelligenza emotiva.”
📝 Dalla Dott.ssa Emanuela Russo
“Ricordate: non esiste il Natale perfetto, esiste l’approccio giusto per voi. Fate un giro di ricognizione prima di riempire il piatto, sedetevi davvero a tavola, e trattatevi con rispetto anche quando il cibo è più abbondante. Nutrire bene non è una performance: è un gesto quotidiano di cura.”
Che si tratti di gestire il buffet con due giri, di mettere gli avanzi fuori vista, o di camminare senza compensare, ricordate: non sono regole da eseguire, sono strumenti per tornare a voi stessi.
Il Natale non deve diventare la stagione del “mi controllo / mi perdo” ma può diventare l’occasione per una libertà più adulta: quella di scegliere, assaggiare, fermarsi, riprendere il filo… senza giudicarsi.
La vostra festa più serena inizia sempre nello stesso punto: con il prossimo respiro. Non con il prossimo divieto.
Buone Feste da Emanuel e ora...anche da Emanuela 🎄✨

In questa foto stavamo proprio scrivendo questa newsletter...
P.S. Se questa newsletter ti è piaciuta e ti è stata utile, condividila con chi pensi possa beneficiarne. La consapevolezza alimentare è contagiosa, nel modo più bello possibile!
A presto,
Emanuel Mian![]()
(P.S. Per chi ha letto i miei libri e già inquadrato il QrCode alla fine di ognuno di essi a breve ci sarà una sorpresa di...fine 2025!)
Chi sono

Sono Emanuel Mian, psicologo e psicoterapeuta specializzato nella gestione della fame nervosa, dell’immagine corporea e dei disturbi alimentari. Ho creato uno dei primi centri di psiconutrizione avanzata in Italia che si chiama Emotifood. Da oltre vent’anni, affianco le persone nel loro viaggio verso una relazione più sana con il cibo e con se stesse. Ho scritto al momento in cui mi stai leggendo questi libri per Feltrinelli editore: MindFoodNess (2025), Fuga dalla Bilancia (2022) e Fuga dallo Specchio (2023). Ho avuto l’opportunità di vedere le mie ricerche pubblicate su riviste scientifiche internazionali ed i miei libri tradotti anche in diverse lingue (russo e francese).
Mi avrai forse sentito parlare di questi temi su Rai 2, Radio 24 o Radio Deejay, o letto le mie interviste su Vanity Fair, Repubblica e altri media nazionali. Attraverso i miei videocorsi e le sedute di Smart Therapy, cerco di fornire strumenti pratici e applicabili per affrontare la fame emotiva, migliorare l’autostima e liberarsi dal peso delle diete fallimentari.
Se stai cercando un percorso su misura che ti accompagni passo dopo passo, scopri di più sui miei percorsi di Smart Therapy.
Sono percorsi personalizzati che costruisco insieme a te, per affrontare le tue sfide specifiche e raggiungere obiettivi concreti e duraturi.
E se hai letto sino a qui ho una sorpresa per te..per chi è in difficoltà in questo periodo ho pensato di darti una mano, perchè questo periodo non sempre è semplice, anzi.. Per chi lotta contro cibo, corpo ed emozioni ho pensato che forse ti farebbe piacere avermi "sempre con te" e quindi ho deciso fino al 31 dicembre 2025 di darti i miei due videocorsi più "trasformativi", per Vincere la Fame Nervosa, per Volerti Bene e il mio PodCast ..presto ti dirò come fare:-)
Spero ti sarà tutto utile e ti faccio ancora gli auguri per un 2026 pieno di tutto ciò che il tuo cuore desidera davvero.

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