Speciale 23 ottobre: non ho mangiato la pizza (ho mangiato tutto il resto)

Ciao da Emanuel!
Oggi è il 23. E non un 23 qualunque: oggi è il mio compleanno 🎂
Ogni anno, in questo giorno, mi fermo a pensare a tutte le persone che ho incontrato in studio in oltre vent'anni. E a quante volte ho sentito la stessa frase, detta con un mezzo sorriso e un po' di vergogna:
"Dottore, non ho mangiato la pizza. Ho mangiato tutto il resto."
La Newsletter "23" di questo mese è dedicata a questa frase. Perché dentro c'è un meccanismo preciso che, una volta capito, smette di comandarti.
Nelle prossime righe esploreremo:
Perché il cervello si sazia "un cibo alla volta" (e perché la mela non spegne la voglia di pizza).
L'effetto "what the hell": il famigerato "tanto ormai..." che ti fa mangiare di più dopo il primo sgarro.
La frase gentile che la ricerca dice ti aiuta a mangiare meno dopo.
Il food noise: il rumore di fondo che il cibo fa nella testa, anche quando non hai fame.
E, visto che è il mio compleanno, il regalo lo faccio io: lo trovi in fondo, ma vale solo fino al 25 ottobre 🎁
Buona lettura
Non ho mangiato la pizza.
Ho mangiato tutto il resto.
a cura del dott. Emanuel Mian, PhD
Hai voglia di una pizza. Ma decidi che no, non si fa.
Allora mangi una mela. Poi una banana, "così non mangio la pizza". Poi un pezzo di pane... che diventano due. Una ciambella. Quella pannocchia che c'è lì, ferma. Qualche fragola. Le famigerate 5 mandorle che ogni nutrizionista (non tutti!) consiglia per spezzare la fame.

E alla fine arriva lui: "tanto ormai..."
E mangi anche la pizza.

Ti ho raccontato tutto in questo video, con una pizza (di plastica 😄) in mano. Clicca sull'immagine per guardarlo:
🧠 Il cervello si sazia un cibo alla volta
La sazietà non è solo una questione di quanto mangi, ma di cosa mangi. Il dolce spegne la voglia di dolce. La mela spegne la voglia di mela.
Ma la voglia di pizza? Quella resta lì, intatta, mentre le calorie si sommano.

Per questo "girare intorno" a un cibo che desideri è uno dei modi più sicuri per mangiare di più, non di meno.
🔥 L'effetto "what the hell"
Poi arriva il famigerato "tanto ormai". In psicologia dell'alimentazione ha un nome: effetto "what the hell".
Hai una regola rigida. Fai un piccolo sgarro. Il cervello lo legge così: "ormai la regola è rotta, la legge è infranta..." E quindi si aprono le danze.

Nel classico esperimento di Herman e Mack (1975), le persone che controllavano molto il cibo, dopo aver bevuto un frappè, mangiavano di più di chi non era a dieta. Chi non si restringeva, invece, mangiava di meno.
Più la regola è rigida, più lo sgarro diventa un "tutto o niente".
💬 Cosa funziona davvero: una frase gentile
La risposta non è più controllo. È più gentilezza.
In uno studio di Adams e Leary (2007), alcune persone a dieta mangiavano un donut. A una parte di loro veniva poi detto, più o meno: "capita a tutti, non essere troppo duro con te stesso". Chi aveva ricevuto quel messaggio di autocompassione, nell'assaggio successivo di dolci, mangiava meno.

È il cuore di quello che ho scritto in Fuga dalla bilancia:

Non significa "va tutto bene, mangia quello che vuoi". Significa che quando hai mangiato qualcosa in più puoi parlarti meglio e capire cosa è andato storto, invece di punirti.
La prossima volta che senti arrivare il "tanto ormai", prova a dirti:

E se volevi la pizza... parti da lei. Seduto, con calma, a tavola. Senza girarci intorno.

👉 Leggi l'articolo completo sul blog, con tutti gli schemi e le fonti
🔊 E se non fosse fame, ma rumore?
Il giro intorno alla pizza ha un parente stretto. Si chiama food noise: il rumore di fondo che ti fa pensare al cibo anche quando non hai fame. Al mattino, in macchina, in riunione, la sera sul divano.
Molte persone l'hanno scoperto in un modo strano: per assenza. Hanno iniziato un farmaco GLP-1 e, per la prima volta, nella testa c'era silenzio.
Ma il farmaco fa una cosa precisa: abbassa il volume. Il resto, cioè riconoscere da dove arriva il rumore e cosa farne, si impara. Con o senza farmaco.
Il farmaco abbassa il volume. Tu impari a cambiare canale.
Ottobre è il mese che dedico al food noise. Per capire quanto è alto il tuo, ho preparato un breve test. Alla fine trovi il tuo risultato e una sorpresa di compleanno 🎁
QUANTO È ALTO IL TUO FOOD NOISE? FAI IL TEST
🎂 23 OTTOBRE
il regalo, quest'anno, lo faccio io
Se ti sei riconosciuto nel giro intorno alla pizza, nel "tanto ormai" o in quel rumore di fondo che il cibo fa nella testa, questa parte è per te.
Per festeggiare, solo dal 23 al 25 ottobre, ti regalo i miei due percorsi insieme:
🎯 23 giorni per vincere la fame nervosa: riconoscere il rumore del cibo e imparare a cambiare canale, un giorno alla volta.
💛 23 giorni per volerti bene: il rapporto con il corpo e con lo specchio.
Tutti e due insieme con il 60% in meno rispetto al prezzo dei due corsi separati. Solo fino al 25 ottobre.
Come funziona: prima fai il test sul food noise, poi scopri il tuo risultato e, subito dopo, il regalo riservato a chi legge questa newsletter.
Non è una dieta. Non ti dirò cosa mangiare. Ti insegnerò a capire cosa succede prima di mangiare, e a parlarti bene quando qualcosa va storto.
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Hai dubbi se faccia per te? Rispondi a questa mail e ti rispondo io.
Se hai seguito la Newsletter fin qui...
significa che anche tu senti che c'è un modo diverso di vivere il rapporto col cibo e col tuo corpo. Non un cammino fatto di divieti, ma di frasi gentili, scelte nuove e pizze mangiate seduto a tavola.
E se senti di aver bisogno di un percorso costruito su di te, posso seguirti personalmente con la Smart-Therapy.
Rispondi a questa mail e dimmi: qual è il tuo "cibo per non mangiare la pizza"? Leggo tutto. E se ti va, un "auguri" mi fa sempre piacere 🎂
A presto,
Emanuel Mian
Chi sono

Sono Emanuel Mian, psicologo e psicoterapeuta specializzato nella gestione della fame nervosa, dell'immagine corporea e dei disturbi alimentari. Ho creato uno dei primi centri di psiconutrizione avanzata in Italia che si chiama Emotifood. Da oltre vent'anni affianco le persone nel loro viaggio verso una relazione più sana con il cibo e con se stesse. Ho scritto per Feltrinelli editore: MindFoodNess (2025), Fuga dalla Bilancia (2022) e Fuga dallo Specchio (2023). Ho avuto l'opportunità di vedere le mie ricerche pubblicate su riviste scientifiche internazionali ed i miei libri tradotti anche in diverse lingue (russo e francese).
Mi avrai forse sentito parlare di questi temi su Rai 2, Radio 24 o Radio Deejay, o letto le mie interviste su Vanity Fair, Repubblica e altri media nazionali. Attraverso i miei videocorsi e le sedute di Smart Therapy, cerco di fornire strumenti pratici e applicabili per affrontare la fame emotiva, migliorare l'autostima e liberarsi dal peso delle diete fallimentari.
Se stai cercando un percorso su misura che ti accompagni passo dopo passo, scopri di più sui miei percorsi di Smart Therapy.
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Fonti: Herman, C. P., & Mack, D. (1975). Restrained and unrestrained eating. Journal of Personality, 43(4), 647–660. · Adams, C. E., & Leary, M. R. (2007). Promoting self-compassionate attitudes toward eating among restrictive and guilty eaters. Journal of Social and Clinical Psychology, 26(10), 1120–1144.


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